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Falsi condizionatori: la nuova truffa ai danni dei consumatori
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Falsi condizionatori: la nuova truffa ai danni dei consumatori

Aria condizionata

Una nuova truffa ai danni dei consumatori, sta riguardando i cosiddetti falsi condizionatori: ecco in cosa consiste.

Un nuovo tentativo di truffa giunto proprio in piena estate, riguarda i cosiddetti falsi condizionatori. Sky Tg 24 ha riportato infatti i dettagli di quello che può essere definito a tutti gli effetti come un raggiro. Si tratta ad onor del vero di un inganno commerciale, perciò con logiche diverse da una truffa tradizionale.

Tuttavia, esistono alcuni pattern riconoscibili che è bene identificare al più presto. Questo, onde evitare di trovarsi vittime di un meccanismo basato su false promesse e aspettative disattese sul prodotto in questione.

Condizionatore

Falsi condizionatori: cosa c’è da sapere

I consumatori vengono ingannati tramite la vendita di un dispositivo che si aggira intorno ai 50 o 150 euro. Le promesse legate a questo prodotto sono spesso mirabolanti, da un rinfresco dell’ambiente immediato passando alla rimozione dell’umidità.

Tuttavia, all’arrivo di quanto ordinato, il consumatore di turno scoprirà suo malgrado di trovarsi davanti ad un comune ventilatore. Perciò, proprio per via della sua stessa natura, ben lontano dalle promesse ricevute prima della vendita.

Le campagne pubblicitarie in questione vengono realizzate con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Così facendo, i messaggi al suo interno vengono resi più persuasivi, e i video di dimostrazione vengono resi molto più efficaci.

Come riconoscere questa truffa

La truffa in questione, come anticipato sopra, segue dei pattern ben precisi. Vengono fatte, per esempio, promesse irrealistiche quali la capacità di raffreddare qualsiasi ambiente nel giro di pochi secondi.

Oppure, vengono proposti all’utente dei racconti fittizi su mirabolanti scoperte scientifiche fatte in merito ai dispositivi in vendita. Anche le testimonianze degli utenti possono tornare utili in ottica di raggiro. Questo, sfruttando il bias di conferma che spinge a fidarsi di un prodotto acquistato da altri.

Un altro pattern facilmente riconoscibile, è legato alle sbavature grammaticali contenute dentro agli annunci pubblicitari in questione.

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ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2026 14:32

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